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Cappotto Milan a San Siro: da 0-1 a 2-1 con la Roma! Stampa E-mail
Partite di Campionato
Scritto da Tiziano   
Lunedì 19 Ottobre 2009 22:07

Questione di classe. Quella di Ronaldinho e di Pato che consegnano tre punti di fondamentale importanza a Leonardo. Dopo un primo tempo tragico, dominato da una Roma di grande spessore tecnico, il Milan con la disperazione di chi è ormai sull'orlo del burrone, rimonta i giallorossi in vantaggio nel primi 45 minuti con Menez. Dinho pareggia su rigore e poi consegna a Pato la palla perfetta per la vittoria.

Non accadeva da una vita. Ci voleva l'influenza per rilanciare Dida. Quella che ha colpito Storari costretto al forfait dalla febbre. Quella del brasiliano è l'unica variazione della formazione rossonera che Leonardo conferma: solido 4-4-2 con Oddo esterno destro della difesa che ritrova Thiago Silva. Sulla stessa corsia c'è Abate. Al fianco di Pato gioca Ronaldinho. Claudio Ranieri risponde con lo stesso modulo; deve rinunciare a Totti, ma non a Mexes e Vucinic, con De Rossi in regìa. All'ultimo istante il tecnico romano preferisce Menez a Okaka: questione di tecnica e fantasia; un problema in più per il Milan.

Ranieri lungimirante? In effetti l'istinto del tecnico premia la Roma, perché dopo poco più di due minuti di gara, Thiago Silva si produce in un goffo retropassaggio su cui si avventa il francesino: autostrada libera e battere Dida è un gioco. Raccapricciante, perché al 5° ancora Menez fa bruciare le mani a Dida che para in due tempi. Nello sconcerto totale, il Milan arranca nel copione noioso di chi non sa cosa fare. Senza la necessaria lucidità, la squadra di Leonardo mette insieme pezzi di gioco alla rinfusa e, inoltre, deve fare i conti con l'organizzazione romanista. Davvero impeccabile la disposizione in campo dei giallorossi, che non concedono nulla all'armata rossonera.

La Roma è squadra, autorevole e sicura. Quando attacca sono dolori. Come al 22° quando De Rossi si produce in un'imperiosa cavalcata con botta dal limite che Dida devia in angolo. Proprio il portiere brasiliano, più volte messo alla berlina, mette pezze dappertutto nell'impacciata difesa del Milan incapace di ragionare. Bersagliato da retropassaggi, deve anche superarsi al 38° quando sbarra la strada a Vucinic che cerca il primo palo da posizione ravvicinata. Insomma, tabula rasa. Un Milan sconcertante che deve inchinarsi davanti a una Roma così pimpante e quadrata da esaltare l'imbrocchimento dei rossoneri. Così, con la classifica sempre più precaria, Leonardo inaugura il secondo tempo con Inzaghi al posto di Abate, l'unico con Dida a salvarsi nel primo tempo, ma sofferente dopo uno scontro di gioco.

Spina nel fianco, già dopo sessantatre secondi Pippo manca il pari di testa, perché appostato sulla linea c'è Pizarro che ribatte. Inzaghi ha il pregio di seminare panico e adrenalina. Con Dinho e Pato più larghi il Milan sembra incidere di più, anche se a provocare il rigore del pareggio all'11° è Nesta, su cui commette fallo da tergo Burdisso. Dal dischetto trasforma Ronaldinho, molto più incisivo e protagonista. Basta e avanza lo straordinario assist per Pato al 22° che, finalmente, riacquista la memoria. Il Papero stoppa di petto, si aggiusta la palla di destro ed evita Doni per poi gonfiare la rete con il sinistro.

Guai ad arrendersi. La Roma carica il contropiede e mira Dida che si salva come può. Ranieri fa tre cambi: fuori Taddei, Vucinic e Menez; dentro Guberti, Okaka e Baptista. Scontato il copione, con i giallorossi votati all'attacco. Al 32° De Rossi grazia Dida, concludendo oltre la traversa da due passi; un modo per ribadire che la Roma è viva. A complicare la vita ai rossoneri pensa però Rosetti, quando al 36° espelle Ambrosini per doppia ammonizione. L'uomo in più pesa, ma la Roma non sfrutta il vantaggio, anche perché i rossoneri si immolano con unghie e denti, affidandosi nel contropiede alla ritrovata sinergia fra Pato e Ronaldihno che lascia il posto a Flamini tra gli applausi. Il fortino contro la bella Roma resiste e Leonardo trova tre punti d'oro. Forse decisivi per il futuro della squadra.