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I rossoneri vincono 2-1 all'Olimpico e scavalcano la Sampdoria. Nel primo tempo la squadra di Leonardo cinica va in rete con Thiago Silva e Pato. Nella ripresa il difensore brasiliano segna un autogol. Per i biancoceleste la crisi è ufficiale e il tecnico è in bilico...
Il Milan non si ferma più. All'insegna della sua anima brasliana espugna anche l'Olimpico battendo la Lazio 2-1. I rossoneri passano con esperienza e cinismo. Nel primo tempo, infatti, sfruttano le uniche due occasioni: apre Thiago Silva, poi tocca a Pato raddoppiare. Nella ripresa la Lazio si impegna e va in gol con un'autorete di Thiago Silva, tra l'altro interprete di una grande prestazione. Per i biancocelesti la crisi è ormai conclamata e Ballardini potrebbe avere le ore contate. Un trequartista per salvare la panchina. L'ex allenatore di Cagliari e Palermo oppone al Milan il 4-3-1-2, il suo modulo preferito, con Matuzalem alle spalle di Rocchi e Zarate. Ritiene di poter contrastare così il Milan ormai modellato da Leonardo sul 4-3-3. Ogni pedina al suo posto; ancora una volta Borriello in mezzo al tridente con Pato e Ronaldinho e la solita mossa con Seedorf offensivo nel centrocampo. La partita della vita della Lazio e del suo tecnico, parte con il piede giusto. Pressing, velocità e grande occasione già al 2°, ma Rocchi da posizione ideale non chiude bene l'angolo e mette a lato. Il Milan sonnecchia. Sornione attende e riparte, ma senza alzare troppo il ritmo. Tra i biancocelesti il più ispirato è Zarate, ma quando si gioca da soli è impensabile riuscire a fare male al Milan. La Lazio prova dalla distanza con Kolarov e soprattutto Matuzalem, sperando nella pioggia fitta e in un Dida distratto, ma il brasiliano è molto attento. E il Milan? I rossoneri prendono campo con il possesso palla. Movimenti ipnotici e tagli improvvisi che costringono la difesa dei laziali a chiudere gli spazi con i raddoppi, dovendo fare i conti con il fiuto del gol di Pato e Borriello. Ma il guizzo vincente lo trova al 21° Thiago Silva che corregge in rete una punizione a rientrare di Pirlo dal lato corto dell'area di rigore. Impeccabile il tocco del difensore, implacabile nella sua area come in quella di Muslera. Un Milan cinico e spietato, perché alla seconda occasione infila il 2-0. Questa volta l'assist è di Ronaldinho: palla perfetta che spiove sulla testa di Pato, straordinario nel deviare in reta alla sinistra del portiere uruguaiano. Ballardini all'inizio della ripresa propone Cruz al posto di Mauri. Il tecnico prova a scuotere la squadra con una mossa offensiva e a dire il vero sembra funzionare. Cruz è la scossa; le palle buone arrivano, ma l'argentino viene tradito da una lentezza sconosciuta. C'è da sottolineare la grande prova difensiva del Milan, pronto a chiudere tutte le iniziative dei padroni di casa e ripartire sfruttando vaste praterie. Ma la Lazio, con Meghni al posto di Baronio, non molla e con un pressing costante mette in affanno i rossoneri che si inguaiano da soli. Al 19°, su tiro di Zarate, Thiago Silva realizza nella sua porta il più classico degli autogol. Come può non crederci a questo punto la Lazio? La lezione di Napoli insegna e il Milan subisce. Dida deve fare i salti mortali per evitare il 2-2, ma la stanchezza fa la differenza. Con Flamini al posto di Seedorf, Leonardo regala copertura e spinta al Milan e proprio il francese, al 38°, si vede negare da Muslera il gol al volo dalla distanza: splendida la deviazione del portiere laziale che alza oltre la traversa. Il finale è un dèja-vu: la Lazio prova l'ultimo assedio; il Milan con Abate inserito per fare muro, risponde con la testa e manca ancora il 3-1 con una magia di Pato, deviato con bravura da Muslera. I rossoneri balzano al terzo posto.
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