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Milan k.o. 2-0 a Cesena nella serata d'esordio di Ibra Stampa E-mail
Partite di Campionato
Scritto da TizioRossonero89   
Domenica 12 Settembre 2010 18:42

Prima vittoria per i romagnoli: Bogdani e Giaccherini segnano nel primo tempo, poi i rossoneri provano a recuperare con le quattro punte, ma non creano mai pericoli. Annullati due gol a Pato, Ronaldinho irriconoscibile, per Robinho esordio incolore. Nel finale lo svedese colpisce un palo dal dischetto...

Diciannove anni e tre mesi. Hanno aspettato così tanto. L’hanno accarezzata e sognata ed è arrivata. In una tiepida notte di settembre, Allegri dixit, il Milan esce con le ossa rotte dal Dino Manuzzi, subendo una lezione di calcio dal Cesena che vince 2-0 annientando i propositi di goleada e samba. Diciannove anni dopo l’ultima retrocessione, 19anni dopo la sconfitta firmata Marco Van Basten, Bogdani e Giaccherini scrivono una pagina storica e sorpassano addirittura in classifica i rossoneri. La mossa era tanto attesa: Ibra dal primo minuto per sbaragliare il mondo, ma che galleggia tra undici eroi e al 41° tira sul palo un rigore da timida rimonta. Lo svedese nel tridente con Pato e Ronaldinho. Chiedere anche Robinho sarebbe troppo per non creare squilibri fra i reparti. Ma il tridente lo ha impugnato anche Ficcadenti: Schelotto, Bogdani e Giaccherini; gente tosta. Di contorno un gruppo compatto e votato al sacrificio. Un tutti per uno amalgamato e forte. Allegri lo sa e invita il Milan a non perdere mai l’attenzione, perché i romagnoli vanno via come palline di flipper. Il Milan si dimena dentro spazi stretti, perché il Cesena è abile a chiuderli e ripartire a velocità sostenuta. E’ evidente che il fattore sorpresa, quello messo sul piatto dal Cesena, giochi un brutto scherzo ai rossoneri che annaspano e giocano ad intermittenza. Ma al 7° Dinho apre una breccia e su passaggio perfetto di Bonera obbliga Antonioli alla grande deviazione in angolo con un tiro da posizione defilata. Ma il Cesena risponde alla grande. La difesa rossonera balbetta e ci deve pensare Abbiati a smanacciare con Giaccherini in agguato. All’11° è Thiago Silva ad alzare troppo di testa nell'area piccola. Botta e riposta, perché Bogdani ribadisce più o meno allo stesso modo. Le raccomandazioni di Ficcadenti? Pressing e cattiveria. In più la fame atavica fa fare cose impensabili. Quelli del Cesena sono così affamati da mettere in affanno l’elegante struttura del Milan che scricchiola e fa imbestialire Allegri. Dalla cintura in su, poi, le marcature non permettono ai piedi buoni di liberarsi dalle catene. Pato non trova i tempi giusti, mentre Ibra soffre i mastini bianconeri attaccati alle calcagna. Allegri prova così a spostare Pato in mezzo al tridente e Zlatan a destra; prove tecniche di trasmissione che portano al gol del brasiliano annullato al 24° per un fuorigioco dubbio. Al 28° Ibra manca la zampata davanti alla porta, dopo l'uscita a vuoto di Antonioli. Un guizzo che Bogdani invece non sbaglia. E’ il 31° quando Schelotto disegna una traiettoria perfetta per lo spilungone albanese che trova l'angolo giusto di testa e fa esplodere il Manuzzi e mezza Romagna. La reazione del Milan è confusa e poco convincente, mentre il Cesena rifiata, fa il pieno e riparte con una precisione chirurgica e dolorosa. Al 44° dopo un giochetto inutile di Ibra, Appiah recupera palla e lancia Bogdani. Giaccherini a sinistra capisce tutto e schizza verso Abbiati. La palla arriva al momento giusto e il diagonale a destra è strepitoso: 2-0. Roba da stendere un toro che non è in grado di fare filtro e che mette in evidenza la mancanza muscoli a centrocampo e sicurezza in difesa. Riaffiorano frasi note. Di quelle che sembrano fatte. Del tipo: sacrificio, correre, raddoppiare, garantire la fase difensiva che però perde Thiago Silva, bloccato da un infortunio muscolare. Il tecnico inserisce Abate a destra e sposta Bonera al centro. Chiede un pressing più attento alla squadra che però manca di lucidità. Al 7° Pato segna ancora, ma Russo non concede nuovamente il gol. Il Cesena invece gioca con una tranquillità britannica: anticipi, rinvii, tutto il dizionario del calcio alla pagina “controllo e gestione della partita”. Nello scenario così surreale, in cui il Milan fatica a tirare in porta, Robinho prende il posto di Ronaldinho, sognando chissà quali rimonte. Ma c’è da registrare solo un bolide di Ibra poco sopra la traversa al 19°, poco prima dell'ingresso di Inzaghi per Gattuso. Pippo accende subito la corrente, preferendo agli scambi leziosi la ricerca del gol. Ma non basta. Così come è inutile l'assalto finale. Anzi, è il Cesena a sbaragliare il Milan mettendolo sotto e sfiorando a ripetizione il 3-0, evitato da Abbiati. Troppo perfetta questa magica notte romagnola per cambiare suoni e colori. Perché è scritto. Come quel palo che respinge il rigore di Ibra. Il Cesena trionfa. Il Milan? Tutto da rivedere.