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Esordio vincente per il Milan in Champions: doppio Ibra! Stampa E-mail
Le Partite di Champions
Scritto da TizioRossonero89   
Venerdì 17 Settembre 2010 10:29

Finisce 2-0 nella prima di Champions dei rossoneri: primo tempo complicato, poi nel secondo sale in cattedra Ronaldinho che dispensa assist: Ibra ne sfrutta due...

Bastano 180secondi per cambiare il volto di una partita. Ma occorrono anche magie e molta freddezza. Accade tra il 21° ed il 24° del secondo tempo dopo una prestazione sofferta e scialba. Accade nel migliore dei modi, grazie alla classe di Ronaldinho che innesca il primo gol e inventa l'assist per il secondo. L'autore dell'uno-due? L'uomo del destino: Zlatan Ibrahimovic; il primo con una zampata doc, il raddoppio con un tocco vellutato e imparabile. L'Auxerre, arcigno e rognoso, alla fine crolla. Il Milan può così decollare in Europa. Per inaugurare al meglio il girone, Massimiliano Allegri cambia in difesa e in attacco affidandosi all'esperienza: Zambrotta al posto di Abate, con Bonera al centro al posto di Thiago Silva, e Seedorf a centrocampo. Più avanti il tridente composto da Pato, Ibrahimovic e Ronaldinho. Jean Fernandez, videotape alla mano, deve aver imparato a memoria il Milan affondato in campionato. Con una convinzione: i rossoneri basta pressarli e correre e si sciolgono come il burro. Tant'è che il primo affondo è proprio francese, con il rasoterra centrale di Birsa dalla distanza. Al 5°, poi, i rossoneri pasticciano in area; Langil che è in agguato e non è fesso, ruba palla ed impegna Abbiati sul primo palo. Constatato che ad infastidire è il gioco alto dei francesi, Allegri ordina alla squadra di avanzare di parecchi metri. La mossa non è rivoluzionaria. Il Milan sembra quello di Cesena, puntualmente impallato negli spazi stretti dell'Auxerre, alla ricerca ossessiva dello statuario Ibrahimovic. A complicare le cose ci si mette anche l'infortunio di Ambrosini costretto ad abdicare al 15° per lasciare il posto a Boateng. Il ghanese entra subito in partita, regalando più velocità a centrocampo. Le bella punizione al 20° di Pirlo che Sorin respinge a pugni uniti, sembra l'avvio di un nuovo corso, invece l'Auxerre non molla, arrivando addirittura a colpire una traversa con Coulibaly che sovrasta Nesta. Al 24° doppia occasione per i rossoneri: prima Hengbart respinge con il corpo il bolide di Boateng, mentre sulla respinta Coulibaly devia in angolo il tocco di Pato. Un flash assordante, ma fine a sé stesso. Il Milan torna infatti ad esprimere una manovra poco lucida. Ibra arretra troppo, spesso pesta i piedi a Dinho con il risultato che nell'area di Sorin non c'è mai nessuno. A soffrire di più è Pato, l'unico rossonero in grado di saltare l'uomo, ma poco cercato dai compagni di squadra. E intanto l'Auxerre macina chilometri, sfiancando il Milan. L'azione del 39°, un contropiede furioso in superiorità numerica dei transalpini con l'egoista Langil che tira invece di toccare al centro dell'area dove ci sono due compagni lasciati liberi, è esemplare. I rossoneri inanellano tocchi inutili al limite, subendo l'anticipo degli avversari che ripartono puntualmente. Ma la lezione di Cesena è stata imparata davvero? Allegri alla fine del primo tempo non può certo impazzire di gioia. Al 2° della ripresa l'occasione c'è; un tocco di Dinho nell'area piccola che Pato sfiora appena. All'8°, finalmente, Zlatan fa qualcosa da Ibra, servendo una gran palla al limite a Pirlo che sfiora il palo. E' il miglior momento del Milan che va in percussione, ma che non ha il peso necessario per gonfiare la rete dell'Auxerre. Al 9° esce Pato per Robinho. Ma è Ibrahimovic a scuotere il popolo rossonero, ribaltando in tre minuti una prestazione sottotono. L'ispiratore? Ronaldinho, che al 21° coglie Boateng pronto a deviare per la zampata di Ibra di esterno destro. Poi al 24° quando in contropiede tocca splendidamente a sinistra per lo svedese che con un diagonale chirurgico batte Sorin. E' la sublimazione del fuoriclasse che corre ad abbracciare Dinho e che si è scrollato di dosso un peso insopportabile. Il Milan passa; il Real di Mourinho è al suo fianco.